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Luoghi da visitare

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Il paese presenta siti ed edifici di rilevante interesse storico-culturale.

 

Immagine della chiesa parrocchiale La Collegiata di Sant’Elena, chiesa ora parrocchiale, fu edificata nelle attuale linee barocche per volere di Mons. Giacomo Goria, inglobando una precedente cappella già documentata nel 1556  e appartenente alla  Comunità di Villafranca. Nel 1645 il vescovo effettua un’ingente donazione allo scopo di istituire un’Opera Pia in Villafranca e decreta anche la costruzione della chiesa affidandone il progetto ad Amedeo di Castellamonte. I lavori di ampliamento del sito e di edificazione dell’attuale chiesa, sotto la direzione del capomastro luganese Francesco Garvi, durano dal 1646 al 1652, anno in cui viene benedetta. Nel decennio successivo è completato l’interno: nel 1666 il luganese Giovanni Luca Corbellini realizza gli stucchi delle virtù, recentemente restaurati, e nel 1671, centenario della nascita di mons. Goria, la chiesa viene solennemente consacrata. Il completamento della facciata avviene nel 1679 a opera dello stuccatore Giacomo Soleri su disegno del Castellamonte e, infine, nel 1686 si sistema l’altare maggiore, attribuibile a Tommaso Carlone.

Pregevoli opere adornano l’interno. L’altare maggiore è in marmo policromo e sui timpani “interotti” delle sue porte compaiono i busti, in marmo bianco, raffiguranti Sant’Eusebio e Sant’Elena. In alto, sul Coro, campeggia la tela voluta dal fondatore raffigurante la Madonna d’Oropa ai cui lati sono le figure di S. Elena e di S. Eusebio e, inginocchiato in preghiera, mons.Goria. Nei quattro altari laterali, recentemente restaurati, si possono osservare: al primo altare a destra una “Crocifissione” lignea del XVII secolo, con S. Giovanni e la Madonna, di grande intensità drammatica; al secondo altare la tela raffigurante S. Carlo Borromeo in atto di venerare la. Sindone; al primo altare a sinistra la tela che raffigura San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate, opera attribuita al celebre pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo o alla sua scuola; al secondo altare la tela dell’Assunta. Lateralmente è collocato il pregevole battistero ligneo di epoca barocca, con piedistallo in marmo. Nella sacrestia è conservato il pulpito originario della chiesa, che riporta le insegne della famiglia Goria.


Sul piazzale antistante la parrocchiale è l’imponente Palazzo Aghemio, settecentesco ora adibito a oratorio parrocchiale.


Chiesa di San Giovanni La chiesa dei Disciplinanti (Battuti Neri) dedicata a S. Giovanni Evangelista sorge poco distante, in direzione ovest. Costruita nel 1701 sul sito di un preesistente edificio di culto, ricordato già nel 1607, è composta da un’aula centrale ottagonale di notevole altezza, da un elegante pronao ad arcata semplice e da due locali un tempo adibiti a sacrestia e cappella (S. Anna). Dalla prima metà dell’Ottocento sorge al suo fianco il campanile in mattoni a vista, staccato dal resto dell’edificio. Dopo un radicale intervento di restauro operato a partire dal 1983, la chiesa è stata adibita a teatro comunale.



Cappella di San RoccoNella via S. Rocco, che inizia alle spalle di S. Giovanni, a circa 400 m in direzione sud-ovest, s’incontra l’omonima Cappella, edificata all’inizio del 17° secolo per impetrare la protezione celeste dal flagello della peste. È stata restaurata nel 1967.



Palazzo comunaleSulla via Roma, arteria principale del paese, si affaccia il Palazzo Comunale, con caratteristico porticato o ala, costruito nel 1877 su disegno di G. A. Porcio.



Madonnina delle neviNella borgata S. Antonio, sulla cima del colle Vulpilio, sorge la piccola cappella romanica della Madonna della Neve. Era in origine la chiesa del villaggio poi scomparso di Vulpilio, già attestato al principio del XII secolo sotto la signoria del vescovo di Asti, e allora dipendeva probabilmente dalla pieve di Musanza; dedicata a Santa Maria, compare per la prima volta in un documento del 1228 e ritorna al principio del Trecento come commenda del Capitolo della Cattedrale di Asti. Verso gli inizi dell 17° secolo la cappella divenne di esclusiva pertinenza della famiglia Goria,a cui apparteneva Giacomo, il vescovo di Vercelli, fondatore in Villafranca dell’Opera Pia Sant’Elena.Il titolo di “Madonna della Neve” si diffuse con ogni probabilità nei primi anni del 18° Secolo: così è infatti definita dal visitatore pastorale Mons. Todone nel 1729. Nel 1828 ai Goria succedettero, in qualità di patroni, i conti Canalis di Cumiana.
Circa l’edificio, la conformazione del basamento, delle lesene e delle monofore sembrerebbe indicare che l’abside della chiesa conservi sotto l’intonaco e per tutta l’altezza delle  semicolonne, la muratura romanica. La facciata è a capanna e il portale è affiancato e sovrastato da aperture rettangolari. Il campanile, con cella campanaria bifora e tetto a padiglione è di epoca barocca. Sulla volta a botte dell’interno è dipinto un cielo stellato. La piccola costruzione sul lato sud è divisa in due piani: al piano terra vi è la sacrestia, al primo piano due statue, un Santo Arcangelo e il Sacro Cuore di Gesù.
Secondo la tradizione, nei suoi pressi sono sepolti i caduti della violenta battaglia qui avvenuta nel 1554 durante le guerre tra Francesi e Spagnoli.